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Domenica, 5 Ottobre 2008

Per quanto possa sembrare incredibile a chi non conosca gli Italiani Io, Gianni Maselli, sono perseguitato per motivi religiosi e pseudo-politici da quasi cinque anni; cioè da quando la Commissione Europea ha trasformato il mio reclamo 4014/2003 in un procedimento d'infrazione contro l'Italia che ha confermato la prassi la prassi illecita dei politici Italiani di comperarsi i voti finanziando migliaia di associazioni e cooperative sociali con fondi comunitari cui non avrebbero diritto tramite contratti d'esclusiva con gli enti pubblici in violazione dell'obbligo per questi di ricorre alle gare d'appalto per l'aquisizione di servizi stabilito dalla legge nazionale come dai trattati comunitari.

La mia denuncia riguarda la Regione Liguria che equipara ad ente pubblico una SPA posseduta solo al 50% in modo da assegnarle l'illegittimo monopolio finanziato con milioni di Euro comunitari ed è motivata dall'improvvisa interruzione delle trattative con il sottoscritto per la vendita alla Regione di un lavoro multimediale fatto in occasione dell'evento "Genova, Capitale Europea della Cultura" di cui è sponsor dapparte dei funzionari ai quali ero stato raccomandato dal  cappellano del Lavoro presso la Curia genovese Mons. Molinari, proprio in virtù del menzionato monopolio.

Motivazione pretestuosa, visto che poco dopo vengo fermato al bar da un tale Enrico Sanna che mi dice: “Siamo noi che ti boicottiamo; meglio che far qualcosa per se è far qualcosa per gli altri”. Frase che io interpreto come ricatto presentando un esposto alla magistratura Genovese ma che il Giudice Terrile, invece di procedere per Violenza Privata ex Art 610cp, considera un fatto non costituente notizia di reato. Ne servirà (1) riproporre la denuncia ai Carabinieri di Genova-Portoria integrata delle informazioni sul ricattatore nel frattempo ottenute, perché con il sott'ufficiale incaricato già in possesso della fotocopia di mia competenza, interverrà un ufficiale a bisbigliargli l'inacettabilità della denuncia (2) oppure fare un’istanza al Difensore Civico per accedere alle provvisioni di spesa della giunta Giunta Regionale che questa mi rifiuta e vedere (2a) se un lavoro comparabile al mio sia stato effettivamente commissionato a Datasiel SPA e (2b) se si per quale prezzo, perché anche questa istanza viene archiviata.

Datasiel, questo il nome della SPA,  lavora per i militari insieme ad altre imprese come Elsag che fallisce pochi mesi dopo l'intervento della Commissione per la sopravvenuta impossibilità di contare, lo dice l'amministratore delegato uscente dott. Cuneo, sulla collaborazione con la stessa ma le vere difficoltà nascono dal fatto che parte dei fondi già illecitamente attribuiti a Datasiel pare venga dirottata in favore di alcuni carabinieri per operazioni illegali in Africa con il sistema del falso in bilancio grazie alla connivenza di KPGM: l'ente revisore dei conti. Non è un caso, infatti, che Cesare Castelbarco, presente in Datasiel con diversi titoli contemporaneamente e così vicino ai militari da aver loro concesso una villa in comodato d'uso gratuito, si dimetta da tutti - insieme al presidente della Regione Sandro Biasotti, un paio di settimane dopo i mutamenti indotti dall'intervento europeo.

Inoltre sembra che in Africa approfittino dei fondi comunitari anche le missioni della Chiesa cattolica ma ci sono almeno altri tre gravi ordini di problemi.

Il primo deriva dal Trattato di Maastricht che prevede come i finanziamenti attribuiti illecitamente non solo vadano sospesi ma debba anche essere restituita la parte già spesa ed infatti la Commissione Europea chiede al DGREGIO di informarsi presso il DOCUP ligure sull’eventuale attribuzione a Datasiel di detti finanziamenti ma questo non risponde perché (A) ci sono almeno tre progetti internazionali che vedono Datasiel capofila e sono totalmente finanziati con fondi INTERREG e PIC, (B) i politici italiani hanno l' abitudine di fondare SPA analoghe con capitale parzialmente pubblico (spesso del medesimo ente che amministrano) e parzialmente posseduto da loro stessi, dai loro parenti od amici e poi di equipararle ad enti pubblici per garantirsi l'utile attraverso convenzioni d'esclusiva, appalti senza gara (C) le associazioni italiane finanziate illegalmente in cambio di voti che spesso presentano progetti falsi solo per impossessarsi del denaro sono decine di migliaia.

Il secondo ulteriore ordine di problemi deriva dal fatto che una queste organizzazioni (probabilmente il patronato ACLI) viene scoperta rubare denaro pubblico facendomi passare da vent'anni per pazzo pericoloso socialmente grazie alle menzogne di una donna convinta che chi non assecondi le sue istanze sessuali sia matto . Ciò per distribuire chissà quante pensioni ad associati che avrebbero dichiarato tutti il falso per essere pagati allo scopo di  controllarmi senza in realtà neppure conoscermi mentre l'organizzazione mi avrebbe poi sistematicamente boicottato ogni tentativo di lavorare in modo da continuare a godere della situazione. Inoltre emerge come una ingente liberalità fattami negli anni novanta alla condizione che si verificasse una precisa situazione situazione giuridica fra me ed una determinata persona sia stata rubata da un istituto religioso (forse i Frati Minori di San Francesco da Paola) che così sfruttano la situazione per entrarne in possesso senza processi, senza sentenze e sopratutto senza dire niente in giro ...

Questa donna, probabilmente la stessa direttrice della citata organizzazione cattolica di assistenza e lavoro interinale si trova dunque nella poco invidiabile situazione di dover dare spiegazioni ad un gabinetto di Governo interessatosi alla figura dell'autore del reclamo alla Commissione Europea. Lo fa inventandosi d'esser stata messa in cinta da me ed abbandonata  ma l'Italia, si sa, è il paese mafioso per definizione e così invece di finire in galera  questa donna viene protetta dall'intero mondo politico che organizza la seguente persecuzione nei miei confronti.

Come prima mossa (A) il Cardinale di Genova Tarcisio Bertone chiede aiuto a Papa Karol Wojtyla che durante un angelus del 2004 sembra mi abbia diffamato al punto di dichiarare come io sia la reincarnazione di Satana; tesi che il suo successore, Josef Ratzinger, confermerà con una lunga serie di interventi trasmessi dal Centro Televisivo Vaticano. Poi (B) si attivano i politici locali del partito cattolico della Margherita per chiedere a loro volta aiuto ai più illustri referenti ex democristiani (C) seguiti da tutti gli altri e, naturalmente (D) da Berlusconi che, forse per un eccesso di fiducia nei politici locali, forse di autoconsiderazione e classismo deve interpretare le mie istanze di legalità alla stregua di un affronto individuale apprestandosi a ridicolizzare l'intera nazione.

Dalla primavera all’autunno del 2004 vengo pedinato durante i viaggi in autobus quotidiani da un limitato numero di soggetti che fischiano piano ogni volta che una donna mi si avvicini con l'aria di cercare conferme; poi si favorisce una miserabile campagna di corruzione delle persone più povere ed ignoranti che dicano di conoscermi allo scopo di preparare quelle false testimonianze che, guarda caso, l'organizzazione cattolica si era dimenticata di cercare al momnento di rubare i soldi. Infine vengo spinto in situazioni di persone mentalmente disturbate da un paio di soggetti, anch'essi disturbati, conosciuti per caso qualche anno prima: Massimo Liguori, che all'epoca conviveva con una ragazza ucraina (Irina) fatta sposare ad un pazzo di nome Marcello Ratto per ottenere la cittadinanza italiana e Franco Rondanina: un insicuro paranoico.

E' in questa situazione che la donna che mi ha calunniato fino a dire come l'avrei messa in cinta per poi abbandonarla (e che abbiamo visto quanto potrebbe essere la direttrice dell'organizzazione che su queste menzogne speculava sfacciatamente) decide di dimostrare la veridicità delle affermazioni su di me lanciando una assurda scommessa che mette in palio molti dei suoi averi ma trascina nell'avventura anche l'esercito di disperati assistiti dall'organizzazione. Fa questo (1) nell'ambito della trasmissione tedesca Wetten Das? oppure (2) allo stadio di calcio durante una partita fra Genoa e Sampdoria o Genoa e Juventus vincolando giuridicamente il Genoa F.C. Scommessa di cui ignoro i termini ma da quello che mi accade intorno direi che per vincerla io avrei dovuto sposarmi od almeno fidanzarmi. Tragicomico

Dal momento che non succede nulla Berlusconi crede di trovare la soluzione, neanche a dirlo, nell'uso perlomeno privatistico dei mass-media ed in men che non si dica:

1) Racconta o riporta una menzogna colossale accusandomi di essere un terrorista e una spia comunista fino a coinvolgere gli americani che, credendo per l’ennesima volta alle stupidaggini degli italiani, li finanziano pure sulla base di una mia telefonata fatta a mia madre dove vengono totalmente fraintese le iperboli, sbagliata la traduzione.

2) Emana una legge incostituzionale ed in violazione di almeno 13 articoli della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani del 1948 che, considerando la questione sollevata dal mio reclamo alla Commissione Europea di interesse nazionale, cancella i diritti di ogni uomo a sapere cosa gli venga contestato ed alla difesa nei luoghi e modi stabiliti dalla legge; prevedendo anche una pena contro chi si azzardi a rispettarli. Si veda la parte prima, diritti e doveri dei cittadini; titolo primo: Rapporti civili. Gli articoli della dichiarazione del '48 violati sono il 6, 7, 8, 10, 12, 16c2, 17, 18, 19, 23c1, 26c2, 29c2, 30.

3) Dispone l’intervento delle teste di cuoio antiterrorismo di stanza a Caserta che piazzano un uomo nella biblioteca dove studio per almeno un mese.

4) Realizza uno spot farneticante con la mia immagine in cui, non potendosi confessare la ragione per cui si cerca di farmi fuori ma occorrendo ugualmente l'aiuto della massa, vengo dipinto come un maledetto, un potenziale seria killer che aggredisce donne e bambini preferibilmente sugli autobus di linea; un malato grave di schizofrenia persino afflitto dal morbo di Parkinson, un barbone senza casa e senza famiglia incapace di intendere e volere. Poi lo fa trasmettere durante le partite di calcio di Mediaset Premium anche internazionali ed anche nei maxischermi degli stadi in modo che tutto il mondo possa riconoscermi ovunque vada.

5) Utilizza tanto le televisioni di cui è proprietario (A) obbligando Striscia la la notizia a mandarmi in onda un gran numero di volte forse nella sezione "I Nuovi Mostri" e (B) persuadendo Maurizio Costanzo che in modo sorprendentemente ottuso non si fa certo pregare, quanto la RAI (C) sfruttando la predisposizione al servilismo del conduttore di "Porta a Porta" Bruno Vespa.

A / Striscia la Notizia manda il Gabibbo o Jimmy Ghione presso l'organizzazione che avendo dovuto sospendere il sopracitato progetto illegalmente finanziato per prima mi ha calunniato e poi ad Isoverde, il paese alla periferia di Genova dove vivo, ad intervistare alcuni dei soggetti (tra cui alcuni miei parenti) persuasi in anticipo dell'opportunità di rispondere in modo coerente alle domande che vengano fatte.

(A) Nel caso la scommessa sia stata fatta in Italia esegue gli ordini ed in poco tempo trasforma il bar "Number One" di piazza Verdi, da me frequentato tutti i giorni, in un set televisivo con lo scopo di supportare le false testimonianze attraverso le riprese della telecamera e la collaborazione di una tal Claudia (probabilmente un agente di polizia specialista in autodifesa) nel ruolo di barista che mostri esplicito interesse nei miei confronti per provocare chissà quale reazione. (B) Nel caso la scommessa sia stata giocata nell'ambito del programma "Wetten Das...?" e/o comunque all'estero, allora il setup televisivo è stato realizzato certamente dalla redazione del programma tedesco.

B / Maurizio Costanzo (A) condurrà per anni il tradizionale talkshow su Mediaset Premium e successivamente (B) il programma "Stella" su Sky Vivo fino ad un paio di giorni dopo l'attivazione del contratto con sky nella casa dove risiedo, quando la trasmissione viene interrotta fuori dal normale tourn-over stagionale, senza preavviso ne commento alcuno della stampa.

C / Bruno Vespa che pare organizzi una diretta sfruttando l'uso di una telecamera termica per riprendermi durante un momento di autoerotismo. A pensarci non mi sorprenderei se fosse quella di un satellite americano...

A spingere la gente comune verso l'aggressione basterebbe il montepremi della scommessa insieme alla convinzione di difendere dal demonio i poveri italiani ed i bambini africani, ma non succede nulla e la paura comune di dover rispondere delle proprie azioni fa decidere a Berlusoni una strategia allucinante che partendo dalla somministrazione occulta di sostanze allucinogene negli alcolici del bar arriva fino alla disposizione di ulteriori messe in scena come autobus bloccati al capolinea o treni alla stazione. Per non parlare di altre stranezze come le diverse mensilità con cui mio padre contribuisce simbolicamente alle mie spese dagli Stati Uniti che nel 2005 spariscono senza alcun riscontro nei movimenti bancari d'oltremare. Oppure delle raccomandate scomparse o tornate manomesse al mittente tanto da destinazioni italiane quanto estere, Stati Uniti compresi.

Poi, quando il 18 maggio del 2005 mi reco dal professore di psichiatria Romolo Rossi per un certificato di buona salute su cui penso di fondare la mia difesa prima di accorgermi della malafede delle istituzioni italiane, questi fa quel che deve o gli conviene mandandomi a Bologna dal suo amico Vittorio Volterra che, dopo appena 20 minuti di colloquio registrato - in cui gli racconto semplicemente quanto subisco ogni giorno, cerca di lesionare gravemente la mia vita prescivendomi l'uso quotidiano di Haldol, Zyprexa e Disipal: farmaci utilizzati per le forme più gravi di allucinazione, schizofrenia e morbo di Parkinson che quando assunti da persone sane gli stati di dissociazione invece di sedarli li creano. Dice l'assassino: "Si faccia sentire fra un mese ma, mi raccomando, se non dovesse trovarmi continui a prendere le medicine che sono semplici energizzanti per rafforzarla in attesa che la Giustizia segua il suo corso. Poi faccia Sport. Lei è di Genova, no? vada a farsi delle belle nuotate!".

Visto il piano i più ottusi e/o corrotti fra gli "scienziati" dal/dai talkshow televisivi di Costanzo si affannano per spiegare alla gente come fare e che ogni molestia va negata od il gesto fatto credere casuale perché intanto non è dimostrabile il vincolo di causa. Oppure che mi si deve provocare dandomi apertamente del pazzo, visto il mio reagire al niente ( se questo è niente … ) chiedendomi se abbia problemi a sopportare un tal gesto o rumore senza considerare l'unica ragione plausbile: quella consapevolezza dell'intenzionalità che rende inacettabile ogni gesto completamente a prescindere da quale sia. Nel caso insista a chiedere spiegazioni, avrebbe detto Francesco Rutelli in un'assise del suo partito, va chiamata l’ambulanza (esattamente: “[..] a quel punto sarà lecito chiamare l’ambulanza”). Per non parlare di Gianfranco Fini che in una puntata di "Porta a Porta" avrebbe consigliato la castrazione chimica.

Fra la primavera e l'autunno del 2005, diffido così la Fascino SRL di Maurizio Costanzo e lui stesso dal continuare ad offendere la mia persona ma l'atto formale viene ignorato e mi viene fatto sapere come la responsabilità nel caso di specie gravi su Mediaset che acquista e trasmette i programmi da loro prodotti. Domando perciò chiarimenti alla società di Cologno Monzese attraverso diverse lettere e fax con l'unico risultato di sentirmi dire che data la genericità della richiesta non è possibile risalire alle registrazioni delle puntate che testimoniano i reati. E bene si guarderanno dal parlare anche quelli di "Striscia la Notizia" - più volte interpellati ...

Anzi, nel gennaio del 2006, lo studio legale Gulotta, Varischi, Pino mi spedisce un monito a non contattare mai più la società da loro patrocinata perché non ha alcun obbligo di formirmi gli RVM e la mia pretesa al riconoscimento del diritto costituzionale a sapere cosa mi sia contestato (prendere visione degli atti che mi riguardano) per difendermi in un procedimento pubblico garantito da tre gradi di giudizio, considerata atteggiamento che rasenta la molestia.

Un paio di mesi dopo finisce la sfida televisiva che avrebbe fatto di me un uomo ricco non fosse che nessuno mi dice niente ed anzi il presidente dell'istituto bancario, che precedentemente mi aveva già rubato la prima tranche del premio dandola alla Chiesa cattolica direttamente oppure ad una delle organizzazioni/istituti citati d'accordo con il governo Berlusconi, mi ruba adesso la seconda di concerto questa volta con il neo insediato governo Prodi e senza neppure chiedere a Costanzo di terminare la campagna di mistificazione della realtà e diffamazione a mezzo TV nei miei confroti; campagna che anzi aumenta nell'illusione di poter legittimare il furto.

Per prendere tempo davanti alla esterrefatta comunità internazionale i responsabili di questo scandalo, fingono però di competere a chi mi offra il risarcimento più equo: chi 500.000€, chi un posto da inviato a "Striscia la Notizia" e chi di pagarmi come un calciatore ma il loro obiettivo è un'altro ed infatti a distanza di anni non ho ancora visto un euro: farmi sposare la persona dalle cui calunnie tutto ha avuto inizio.

Una persona già sposata all'epoca della liberalità subordinata all'evento giuridico che doveva vedermi parte (quindi nullo in ogni caso) che divenuta insostenibile la tesi della sedottà ed abbandonata racconta la verità di corruzione, sfruttamento degli immigrati lasciati senza contributi, pensioni d'invalidità false, finanziamenti europei dirottati in fondi neri all'estero e riciclaggio. Infine scappando dall'altra parte del mondo sulla barca di proprietà dove nel 2007 da alla luce il terzo figlio, una bambina di nome Chiara forse concepita durante un'orgia fra sbronzi o drogati; ragione per cui non sarebbe neppure possibile determinare la paternità.

Mi sembra che questo basti a considerare impossibile la soluzione, con buona pace di tutte le ventenni che si sono alternate in televisione per dichiarare la disponibilità a fare sesso con me per prepararmi psicofisicamente al lieto evento in cambio di 250.000€ nonostante la legge che vieta l'istigazione alla prostituzione. E buona pace anche di chi, fra quelle, l'ha già riscosso ed in parte speso senza compiere il lavoro: magari Stella che porta lo stesso nome della prima citata trasmissione di Maurizio Costanzo sul canale 109 di Sky oppure Anna che lavorava nel bar-gelateria "La Voglia Matta" insieme al fratello Enrico.

A partire dal settembre 2006 la situazione entra in stallo. Nel senso che Spedisco l'ultima diffida a Maurizio Costanzo – responsabile anche come proprietario della Società di produzione Fascino SRL - che naturalmente non risponde. Dopodiché le "parti" si invertono con il sottoscritto che continua a ribadire i propri diritti costituzionali nella nazione dell'omertà (mafia) per definizione dove (1) nessun Italiano ha ancora aperto bocca (2) una marea di ventenni continua a cercare di sottrarmi il montepremi della scommessa con una marchetta da 100€ (3) non un giornalista ha scritto una parola (4) non un avvocato smesso di fingere di non capire cosa gli vada dicendo (5) non uno dei mille parlamentari Italiani ha risposto alle mie lettere e lo stessa dicasi per il garante della Privicy (6) non un magistrato ha cessato di abusare del potere di discrezione nel decidere quali notizie costituiscano reato quando addirittura di commettere falso in atto pubblico considerando farneticante nella motivazione delle ordinanze d'archiviazione la realtà dei fatti denunciata.

Ciò mentre (1) l'organizzazione che mi ha calunniato, derubato e fatto perseguitare continua nell'uso del canale digitale terrestre a sua disposizione quasi ogni giorno con lo stesso scopo di cinque anni fa ed (2) a "persuadere" i negozianti intorno alla casa di campagna dove vivo dell'opportunità di lasciare l'attività ai propri associati che così possono provocarmi ed ingiuriarmi senza soluzione di continuità, protetti da istituzioni di una nazione che basterebbe questo a spiegare. Qui potete vedere l'umanità di cui parlo mentre qui in particolare uno della dozzina associati insediatasi nel paese: quello che ha preso in locazione l'appartamento al primo piano della casetta di soli due in cui vivi alla periferia di Genova.

Dico questo prendendo amaramente atto di come la comunità internazionale abbia sprecato ancora una volta la fiducia in favore delle istituzioni italiane vanificando ogni richiesta d'aiuto da me avanzata in questi anni; Ahimé.

In particolare l'appello fatto diverse volte alle ambasciate di Gran Bretagna, Francia, Germania, Olanda, Svezia e Stati Uniti senza alcun riscontro apparente, la richiesta d'asilo politico al Canada, l' intervista all’Independent che ha censurato la parte relativa alla persecuzione subita; la denuncia l’Italia alla Corte per i Diritti dell’uomo che dopo un anno archivia incomprensibilmente la procedura.

Per non parlare della lettera spedita a tutti i parlamentari europei che è stata cancellata automaticamente in circostanze molto sospette e quella alla sottocommissione per i diritti dei cittadini europei che è stata sempre respinta dalla Unité Sécurité; le petizioni al Parlamento Europeo - qui l'ultima denuncia in ordine di tempo; al Mediatore, alla Fundamental Rights Agency di Vienna e ad Amnesty International.


Non vi basta quello che ho detto? Allora seguitemi in questo riassunto cronologico del feedback che la società italiana ha opposto ai miei tentativi di avere giustizia e vi garantisco che alla fine non avrete più alcun dubbio...

 

 2002

1) Nel settembre del 2002 un membro di una ONLUS che si occupa di disabili, persona che abita in via Piana a Genova Cornigliano, ha un fratello gemello con problemi mentali ed è visto spesso nei pressi della parrocchia di San Sisto in via Pré (il nome non lo conosco perché fa il furbo dicendo a più persone di chiamarsi Adriano Melis come nel “Fu Mattia Pascal” di Pirandello) mi importuna mentre prendo il caffé all’ex Bar Tubino di Via XX Settembre; ha la faccia di dirmi che tutti i miei progetti professionali falliscono perché *loro* li boicottano e quando gli preannuncio l’intenzione di adire le vie legali questi mi sfida ridendo e mostrandomi l’avambraccio come gli addestratori che invitano i cani a mordere … Presento un esposto da cui dovrebbe evincersi chiaramente il reato di Violenza Privata ma il giudice Terrile archivia la pratica perché, a suo dire, il fatto non costituirebbe reato. Chiedo di parlare  con il procuratore generale senza successo e chiedo di parlare con il difensore civico che respinge il mio appello. Qualche mese dopo avrei ripresentato l’esposto ai Carabinieri di Genova-Portoria integrato delle informazioni nel frattempo ottenute sulla persona del ricattatore ma con la fotocopia di mia competenza in mano al sottufficiale preposto, sarebbe intervenuto un ufficiale (quello che ama raffigurare nativi americani con l’aerografo), a comunicarmi che la denuncia non poteva accettarsi per motivi deboli o che comunque non ricordo.

2) Alla fine dell’anno sollevo quindi la questione nanti la Commissione Europea.

2003

3) Dal gennaio del 2003 fino a novembre la Commissione Europea conduce le indagini relative al mio reclamo aprendo un procedimento d’infrazione nei confronti dello stato italiano. Quindi, a partire dalla primavera del 2004 - data in cui il governo di Roma  promette alla Commissione il rispetto dei trattati da parte dell’ente pubblico in mora, la Regione Liguria, per ottenere l’archiviazione del procedimento, comincia la persecuzione nei miei confronti.

2004

4) Nel dicembre 2004, poco dopo l’esplosione del linciaggio nei miei confronti conseguente all’uso della televisione, spedisco una lettera al Questore di Genova in cui per la prima volta denuncio di essere vittima dei reati di cui alla pregressa narrativa ma la lettera viene ignorata..

2005

5) Nel marzo 2005 mi reco presso la stazione dei carabinieri di Genova-Maddalena per chiedere un agente in borghese che seguendomi potrebbe testimoniare i reati subiti ma il comandante risponde testualmente: "Se le do un uomo mi mettono in galera". Gli indico il Bar “La voglia Matta” che dista poche centinaia di metri dal suo ufficio e nei cui paraggi vengo molestato in maniera asfissiante ma mi risponde che la zona è fuori dalla sua competenza. Poi aggiunge ironicamente di chiedere il carabiniere alla caserma di Via Serra vicinissima ad un altro locale: il "Number One" dove si svolgono le dirette televisive viste prima.

6) Sempre nel marzo 2005 sempre i Carabinieri di Genova-Maddalena respingono tre volte la querela presentata loro per i fatti in oggetto (facendone peraltro una fotocopia) al punto di costringendomi a registrarla direttamente presso cancelleria del Tribunale, come si nota dal timbro sul documento che è diverso dall'intestazione. Sospettavo la molto latina complicità fra Chiesa ed esercito e quindi mi reco in Curia chiedendo un appuntamento con il Card. Bertone senza successo; in compenso il suo segretario si spertica nel negare qualunque coinvolgimento del cardinale ma si tiene anch’egli una copia della querela. Dice che la realtà cattolica da me ipotizzata è vastissima ed impossibile per la Chiesa tenerla sotto controllo, come dimostra il caso di Don di Noto …

7) Il 22 aprile 2005 il Pubbico Ministero presso la Procura di Genova, Scorza-Azzarà, chiede l’archiviazione della citata denuncia sostenendo che “dalle indagini preliminari non è emerso alcun riscontro”.

8) Il 18 maggio 2005, meno di un meso dopo, il professore di psichiatria dell’università di Bologna, Vittorio Volterra – da cui mi aveva finto di mandarmi per un certificato di buona salute il suo collega ed amico Romolo Rossi di Genova, cerca di uccidermi prescrivendomi farmaci allucinogeni per malati di Parkinson e schizofrenici terminali dopo un solo, normalissimo colloquio di venti minuti e pretendendo di farmeli credere semplici energizzanti. Cosa che qualunque giudice italiano considererà non costituente reato…

9) Il 20 settembre 2005 spedisco la prima richiesta di informazioni e diffida al giornalista Maurizio Costanzo. La lettera, al pari delle altre due successivamente spedite il 25/1/2006 e il 13/2/2006, resterà senza risposta non meno di quelle indirizzate a “Striscia la Notizia” il 13/2/2006 e Il 17/11/2006, al responsabile dell’ufficio stampa RAI, Beppe Nava, il 2/2/2006 od alla presidenza ed amministrazione Mediaset che anzi mi farà rispondere con una lettera falsa nel contenuto ed intimidatoria per mano dello studio Gulotta, Varischi e Pino il 17/3/2006.

10) Nel settembre del 2005 il Guidice per le Indagini Preliminari, Daloiso, archivia la querela del 9 marzo "accontentando" Scorza Azzarà nonostante il mio atto di opposizione, in questo modo violando la prassi che prevede la convocazione delle parti e la Camera di Consiglio. Scrive il Giudice “perché intanto i fatti contestati non costituiscono reato”.

2006

11) Nel gennaio del 2006, non potendo essere sicuro che la società attraverso le cui antenne venivo perseguitato per ragioni d’ordine politico e religioso fosse solo Mediaset, consegno brevi manu una diffida alla direzione della RAI ed un’altra a quella della 7; più una per fax alla Endemol nella persona di Alessandro Montone.

12) Nel marzo 2006 denuncio al tribunale di Monza il rappresentante legale di Mediaset per i reati commessi attraverso Canale 5  ma il PM Forieri chiede l’archiviazione della mia denuncia per TOTALE INFONDATEZZA della stessa quando gli basterebbe dare seguito alla mia richiesta di convocare ex art. 377cpp Maurizio Costanzo, il giornalista che sembrerebbe condurre la serie di trasmissioni televisive, per ottenere tutte le informazioni necessarie a chiedere il rinvio a giudizio del responsabile legale di Mediaset s.p.a ed assicurare giustizia. Oppure mandare un ispettore di polizia in uno dei tanti “ambienti” indicati nella querela, come quello degli autisti dei mezzi pubblici, ma evidentemente non gli serve perché già a conoscenza di tutto. Chi non sa ancora nulla è invece il Giudice per le Indagini Preliminari ed infatti:

a / Lo stesso GIP, Antonella Nazzaro, Rigetta l’istanza di archiviazione e quindi dispone che il Pubblico ministero conduca ulteriori indagini; poi, probabilmente informato dal PM, cambia atteggiamento perché nonostante il Codice di Procedura Penale italiano all’art. 373 c5 chieda che le ulteriori indagini vengano disposte attraverso un’ordinanza ed i risultati di quelle – tanto precedenti quanto successive alla richiesta, trascritti in un apposito documento a disposizione presso la segreteria del PM da allegarsi al fascicolo processuale una volta chiuso il caso, nel fascicolo non c’è traccia dell’ordinanza e non c’è traccia del risultato delle indagini condotte dal Pubblico Ministero. Il Codice di Procedura Penale precisa anche, nell’art. 408 c1, la trasmissione al GIP della documentazione relativa alle indagini ex 357, 373. Come ipotizzato prima il Pubblico Ministero, sapendo già tutto, pare non aver compiuto alcuna indagine.

b / Il GIP fissa comunque la prima udienza del processo – quella preliminare – e da mandato di convocare le parti che sono il denunciante, il denunciato ed il Pubblico Ministero ma il successivo 19 luglio all’udienza davanti al giudice ci sono solo io e ne il PM, ne il querelato od il suo difensore si presentano. Non ho un avvocato per le ragioni viste sopra e chiedo al giudice di nominarmene uno ma la richiesta non viene neppure messa a verbale.

Il Codice di Procedura Penale italiano prevede anche la dichiarazione di contumacia del querelato se questi non si presenta senza una ragione considerata legittima ed all’udienza manca anche il difensore. Questi manda un fax con cui comunica l’adesione ad un’agitazione di categoria in corso  anche se sembra lavorasse regolarmente nel tribunale della vicina città di Milano, mentre il PM, che ha un ufficio a pochi metri di distanza da quello dove si sta tenendo la camerale, non si scomoda e nemmeno si giustifica.

Il Giudice ritiene legittima l’astensione del difensore e non considera neppure quella del Pubblico Ministero, quindi rinvia l’udienza di quattro mesi.

c / L’ otto novembre davanti al GIP ci sono nuovamente solo io perché ne il Pubblico Ministero, ne il querelato e/o il suo difensore si presentano e tuttavia il giudice, dott.sa Antonella Nazzaro, non dichiara la contumacia della parte ex art. 420quater c1 cpp ne nomina un nuovo difensore come previsto dall’art. 401 c2 cpp. Anzi, trentotto minuti dopo l’udienza, l’avv. Virga – difensore del querelato, manda un altro fax di due righe con cui chiede semplicemente di accogliere l’istanza di archiviazione del Pubblico Ministero senza nemmeno un argomento, una parola e tuttavia più che sufficiente ad ottenere la chiusura del caso. Lo si capisce anche dal fatto che l’udienza delle 11 risulta chiusa alle 11:40, cioè pochi secondi dopo il ricevimento del telefax

d / Meno di una settimana dopo il giudice archivia infatti il processo emettendo ordinanza che è tecnicamente nulla perché priva della ragione che avrebbe indotto la dott.sa Nazzaro a non procedere. Inoltre l’ordinanza viola la legge anche nella premessa, laddove afferma come nell’udienza preliminare non sia richiesta la presenza della parti. Un giudice non può non sapere che l’art 401cpp comma 1 dispone necessariamente la presenza delle parti e del PM, rendendo facoltativa solo la partecipazione del difensore della parte offesa, mentre il 421 si spinge fino a regolare dettagliatamente la dinamica del dibattimento.

e / Infine desta quantomeno sospetto il successivo silenzio, tanto dapparte delle istituzioni, che non mi hanno chiesto di provvedere al costo delle indagini sostenute in vano, quanto della controparte che si è ben guardata dal querelarmi per calunnia.

13) Nel giugno 2006 denuncio un fatto grave di ingiuria ed aggressione da parte di un soggetto due volte carcerato che, non bastasse, mi sputa anche in faccia. Chiamo le forze dell’ordine che redigono anche un verbale ma il magistrato dispone l’archiviazione in appena 6 giorni di tempo con la motivazione che: “Dal racconto non emergono fatti penalmente rilevanti” mentre il verbale della pattuglia sparisce prima di raggiungere il suo ufficio.

14) Nel settembre del 2006 querelo Berlusconi presso il tribunale di Monza e Costa presso quello di Genova ma in pochissimi giorni entrambe le procure dichiarano i fatti di cui alle dununcie privi finanche di rilevanza penale archiviando le rispettive pratiche senza che perciò io possa anche solo fare opposizione.

15) Nell'ottobre del 2006 sono aggredito a calci e schiaffi a pochi metri da una pattuglia di 5 o 6 Carabinieri che quando finalmente si girano non vogliono fare rapporto ne riconoscere il fatto che stia perdendo sangue da un orecchio, al punto di dovermi recare al pronto soccorso e farmi rilasciare un certificato. Pochi giorni dopo il magistrato archivierà la causa perché neppure tirare calci e schiaffi per lui costituisce reato …

16) Il 17 novembre 2006 spedisco a quasi 200 giornalisti fra più famosi della stampa e della televisione una lettera con l’incredibile storia del processo al rappresentante legale di Mediaset, Fedele Confalonieri, senza che non uno abbia risposto. Anzi, ecco la lista di chi ha cancellato l’eMail senza neppure leggerla!

2007

17) Nel Febbraio del 2007, a seguito dell'ostinazione con cui il Procuratore Capo della Repubblica a Genova, Francesco Lalla, finge di non sapere niente, si rifiuta di conferire con me ed anzi mi archivia  personalmente due querele considerandole come relative a fatti non costituienti reato denuncio lui ed altri otto magistrati per i reati di concorso in lesioni gravi, favoreggiamento, omissione d’atti d’ufficio ed associazione a delinquere. Il dirigente del commissariato di Piazza Matteotti non accetta la denuncia e mi dice di tornare l'indomani, facendo anche il nome di un certo Gulliver (Rosario Monteleone) personaggio con cui sarebbe prima meglio parlare.

Così devo andare ancora una volta a consegnare la querela alla Procura della Repubblica. Questa, essendo rivolta contro membri della magistratura, viene trasmessa a Torino per competenza dove pochi mesi dopo sarà naturalmente archiviata.

18) Nel frattempo le copie per conoscenza della querela vengono mandate al Ministro della Giustizia, Clemente Mastella, ed al Presidente della Repubblica nelle veci di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura ma entrambe le figure istituzionali evitano di rispondere. E’ la terza volta.

19) Il 16 marzo del 2007 chiedo alla Procura Generale di Milano l’avocazione del procedimento contro Confalonieri archiviato nei termini sopra visti dal GIP Nazzaro del Tribunale di Monza ma l’undici luglio 2007 il Procuratore Generale rigetta l’istanza.

20) Nel giugno del 2007, consegno personalmente centinaia di documenti al giudice della Procura Generale di Genova, dott. Lenuzza, per chiedere l’avocazione del procedimento archiviato in malafede dal GIP Daloiso ma ad oggi, 19/4/2008, nessun processo è stato ancora riaperto.

21) Dopo aver spedito quasi 400 richieste di patrocinio ad altrettanti avvocati genovesi senza che uno solo abbia accettato di riconoscere il mio diritto costituzionalmente garantito alla difesa (esattamente senza far finta di non capire cosa stessi dicendo) il 27 luglio 2007 sollevo la questione al consiglio dell’ordine degli avvocati a Genova che risponde con una frase di circostanza del suo presidente; il quale dice di non essere abilitato a suggerire alcun professionista in particolare. Così domando a lui stesso se voglia patrocinare la mia causa ma questi, Stefano Savi, non risponde neppure.

22) Il 20 novembre 2007 querelo i giudici Francesco Saluzzo e Diamante Minucci del tribunale di Torino per aver archiviato la mia denuncia contro il Procuratore Generale di Genova, Francesco Lalla, ed altri 8 magistrati fra Monza e Genova per omissione d’atti d’ufficio, favoreggiamento, concorso in lesioni gravi e possibile associazione a delinquere. La querela, trasmessa per competenza al Tribunale di Brescia, è … qualche dubbio a proposito? … archiviata dal PM Stilla nel registro 45: fatti non costituenti notizia di reato.

2008

23) A partire dal gennaio 2008 consegno tutti i mesi la stessa richiesta di conferimento con il Procuratore Generale di Genova, città nella quale vivo. Qui le cedole di quelle spedite nel 2006.

24) Il 6 febbraio 2008, in considerazione del fatto che sono ormai passati 4 anni dall’inizio degli abusi, riprogongo la questione al tribunale di Genova per vedere se il decorso di tutti i termini immaginabili abbia effetti sul comportamento della magistratura italiana (475/08 RGNR mod. 45). Il risultato è che il PM Anna Canepa iscrive l’esposto fra i fatti non costituenti notizia di reato ed il 17 aprile lo archivia, ma per capire gli italiani occorre leggere il fascicolo dove la Canepa dichiara deliranti le affermazioni contenute nella denuncia e nel mio sito che cita ma evidentemente non legge perché in esso sono pubblicate le scansioni di tutti i documenti originali. Considera delirante l’ipotesi di una trasmissione che con frequenza quasi quotidiana mi ha diffamato spiegando ai telespettatori come provocarmi e delirante l’ipotesi che chi non ne abbia accolto la denuncia sia responsabile di omissione d’atti d’ufficio.

Quindi, invece che fare le indagini verificando anche una sola delle cose da me raccontate, chiede informazioni sul mio conto ai Carabinieri del comune dove risiedo, i quali rispondono con tre sciocchezze sul mio conto espresse al condizionale e perciò ancor più indicative: (1) che mi sarei recato da loro alcune volte facendo richieste strane e non normali: un esempio? (2) che dovrei essere in cura presso uno psichiatra (3) che dovrebbe essermi stato nominato un curatore ma non hanno notizie più precise. Naturalmente è tutto falso però fa specie che i Carabinieri forniscano opinioni infondate al posto di informazioni verificate, specialmente quando per appurare se un provvedimento o sentenza d’interdizione penda o meno sul capo di un residente basta una telefonata all’ufficio tulele del tribunale, una visita all’anagrafe per controllare le obbligatorie iscrizioni a latere del certificato di nascita oppure su questo dove sono pubblicate le copie di tutti gli atti.

Consiglio caldamente di leggere tutto il fascicolo.

La cosa genera oltretutto seri dubbi sull’impegno messo dalla dott. Canepa nell’esame del sito stesso. Se avesse letto i documenti scansionati avrebbe potuto pesare molto meglio le affermazioni dei Carabinieri di Campomorone e quelle di mio fratello cui ha successivamente telefonato per farsi dire quanto io manifesti "serie problematiche psicologiche" in virtù del fatto che fra noi non intercorra alcun dialogo da 10 anni; di talché sarebbe obbligatorio dedurre come anch’egli non possa che subire gli stessi disturbi!

25) Il 9 aprile 2008 querelo il PM Stilla di Brescia per danni gravi alla mia persona, ipotizzando l'omissione d'atti d'ufficio, il favoreggiamento e l'associazione a delinquere. La querela finisce a Venezia per competenza e dopo otto mesi non da ancora segni di vita.

26) Il 21 aprile 2008, seguendo il filone della scommessa vinta e mai pagata, spedisco una richiesta formale di chiarimento alla società britannica Eurobet; il 2 maggio a Silvio Berlusconi, il 3 maggio al direttore generale dell'Azienda Autonoma Monopoli di Stato, il 20 maggio al programma televisivo tedesco "Wetten Das...?" ed il 29 al presidente della CARIGE. Ed anche in questo sono passati otto mesi senza alcuna risposta.

27) Il 15 maggio 2008 querelo il Pubblico Ministero Anna Canepa per danni gravi alla mia persona, ipotizzando anche per lei l'omissione d'atti d'ufficio, il favoreggiamento e l'associazione a delinquere. Con lo stesso atto denuncio anche il maresciallo dei Carabinieri presso la stazione di Campomorone Roberto Rossi per aver fornito notizie false ed intenzionalmente non verificate che hanno ostacolato, se non impedito, lo svolgimento della Giustizia e l’affermazione dei diritti in capo alla mia persona.

28) Il 24 maggio 2008 la querela viene inspiegabilmente iscritta come esposto e naturalmente nel registro 45 dei fatti non costituenti notizia di reato (1651/08/2008) per giunta dal PM Cotugno della procura genovese a dispetto dell'art. 11 c1 cpp - sostituito dalla legge 2/12/1998 n°420, che dispone espressamente come le querele rivolte ad un magistrato debbano essere trasmesse per competenza ad un tribunale diverso da quello in cui opera il medesimo. Torino, nel caso il magistrato operi a Genova.

29) Il 19 Giugno vengo convocato dai carabinieri di Campomorone (il comune dove risiedo) al fine di conoscere le mie doglianze specificamente nei confronti del GIP di Monza per conto del sopracitato Pubblico Ministero di Brescia, nonostante questi abbia iscritto la querela fra i fatti non costituenti reato da tre mesi. Esattamente lo stesso qualcuno chiede a Telecom Italia di terminare il trentennale contratto di fornitura del collegamento telefonico nell'abitazione in cui vivo.

30) Il 2 Luglio, senza nessun avvertimento, il mio telefono smette di funzionare e con esso la linea ADSL del computer. Anche il mio account di posta elettronica, cui fanno riferimento centinaia di contatti, viene cancellato.

La Telecom Italiana, interrogata, prima (1) risponde come il motivo della cessazione del contratto stia nella richiesta esplicita di una certa Giuseppina Broccardo che risulta avere ereditato il contratto intestato a mia madre a causa della morte di quest'ultima, invece viva ed in buona salute. Il giorno dopo (2) che si tratta di un errore di digitazione dell'impiegata che avendo eseguito la richiesta della Broccardo sbagliando ben 2 cifre su 6 avrebbe finito per scollegare la mia linea. Due giorni dopo (3) che il collegamento ADSL non può essere ripristinato perché la mia zona non risulta abilitata a questo servizio; incredibile! 15 giorni dopo - oggi (4) che il motivo per cui la zona non risulta abilitata è dovuto al fatto che la centralina telefonica è o risulta guasta.

Naturalmente non esiste la possibilità di scollegare un numero senza procedura di verifica, è falso che la centralina telefonica sia rotta perché mia cugina che abita a venti metri da me ed è servita dallo stesso sistema non riscontra alcun problema nell'accesso al web e la Sig.ra Broccardo - contattata da me per telefono, afferma di non aver mai chiesto la disdetta del contratto telefonico. Per questa ragione spedisco un fax a Telecom Italia con la richiesta formale di spiegazioni ed un risarcimento del danno emergente pari ad € 2.000 ma Telecon Italia non solo non risponde ma addebita addirittura il costo del ripristino del servizio attivato un mese dopo.

31) Il 6 Ottobre - oggi - Telecon Italia stacca nuovamente la linea telefonica ...


 

Giovanni Maselli
gmaselli@libero.it
Piazza Bruno, 4 - 16010
Isoverde di Campomorone
(GE)

 

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